Country Music

Country Music

CAJUN

E’ la musica della zona francofona della Louisiana, l’espressione di un popolo cacciato dal Canada per motivi religiosi e che trovò nell’isolamento dei bayous del delta del Mississippi l’ideale forma di conservazione del proprio stile di vita. La musica cajun è caratterizzata principalmente dal suono della fisarmonica diatonica (acccordeon diatonique) al quale è affiancato il violino, la chitarra acustica e il triangolo a scandire il tempo. Concettualmente il ballo è alla base di questo genere, tra two step e valzer. Negli ultimi decenni la cajun music si è arricchita di influenze country e rock, oltre al naturale confluire di blues e soul in quello che viene definito ‘zydeco’.


BLUEGRASS

La definizione bluegrass nasce grazie a Bill Monroe, padre putativo del genere e leggendario mandolinista, attorno alla metà degli anni quaranta. Essenzialmente la musica bluegrass è un’evoluzione della old time music, strettamente acustica e suonata su ritmi spesso molto veloci, in cui si affiancano influenze blues, gospel e anche jazz (per l’alternarsi di assoli dei vari strumenti). La strumentazione, nella sua forma tradizionale, vede la presenza di soli strumenti a corda, dal banjo al fiddle, dalla chitarra al contrabbasso al mandolino. Nel corso degli anni la musica bluegrass ha visto la nascita, accanto alla sua versione più tradizionale, di versioni più ‘moderne’, dal ‘new grass’ in cui entrava una certa sperimentazione rock, al legame con lo swing e quindi con un ulteriore spazio al virtuosismo strumentale.


COWBOY MUSIC (WESTERN STYLE)

Stile musicale che fa riferimento al mondo western, prettamente acustico e legato a filo doppio all’immagine che ci ha dato il cinema e la letteratura. Il repertorio, in origine mutuato dalla ricca tradizione britannica cambiando ambientazioni e temi, si è sviluppato grazie a svariate figure di ‘singing cowboys’ i quali spesso ne hanno edulcorato le origini, dandone una lettura più naif. Chitarra acustica e violino rimangono alla base di questi suoni, aggiungendo spesso l’armonica per dare un tocco più evocativo e romantico. Ballate e ‘square dances’ (i balli originari delle isole britanniche) sono le due principali ‘tematiche’ di questo genere


HILLBILLY

Hillbilly è nient’altro che la country music come la si definiva fino alla sua definitiva commercializzazione nei primi decenni del XX secolo. Termine essenzialmente dispregiativo per definire la gente che viveva nelle zone rurali del ‘deep south’ e dei monti Appalachi, hillbilly fu ‘dismesso’ quando le major decisero che il genere dovesse essere sdoganato e reso più popolare a livello nazionale. La sua versione più ritmica e fragorosa, nota come ‘hillbilly boogie’, fu alla base della nascita del rockabilly e del rock’n’roll.


HONKY TONK

Honky Tonk è la definizione del locale dove si vendono bevande alcoliche, divenuto presto sinonimo di luogo malfamato ed equivoco. I musicisti che si esibivano in questi luoghi, visto i rumori che rendevano difficile l’attenzione, dovettero adottare uno stile maggiormente ‘alto’ ispirandosi a quello della musica bluegrass. Oggi ‘honky tonk’ è sinonimo di tradizione in quanto i legami con gli anni d’oro (’50 e ’60) sono vivi e vibranti con l’uso frequente della pedal steel guitar, della chitarra elettrica e di una sezione ritmica in cui il basso pulsa con vigore e la batteria mantiene solido il sound.


BAKERSFIELD SOUND

Dalla piccola cittadina californiana di Bakersfield (detta anche Nashville West) nacque alla fine degli anni cinquanta ma con maggior successo nei sessanta uno stile alternativo allo strapotere di Nashville e agli arrangiamenti sempre meno caratterizzati e più pop. Il ritorno ad una strumentazione più ‘asciutta’ fatta di belle chitarre elettriche e di pedal steel guitar, assieme all’avvento di grandi figure come Buck Owens, Merle Haggard e Wynn Stewart, fu al centro di un suono brillante e propositivo, rimasto nel cuore degli appassionati anche nelle decadi successive e rivitalizzato di tanto in tanto da nuovi interpreti come per esempio Dwight Yoakam.


OUTLAWS

Essenzialmente uno stile texano, quello degli ‘outlaws’ fu un movimento nato per riportare la country music ad una dimensione più tradizionale, al pari di quello che fu fatto anni prima a Bakersfield. Waylon Jennings e Willie Nelson furono i simboli di questa rinascita, apprezzata e ripresa anche dai giovani rockers del sud che diedero vita al cosiddetto ‘southern rock’. Il look, e non solo, fu rivoluzionario, fatto di capelli lunghi, barbe e abiti volutamente trasandati, così come uno stile di vita ‘politicamente scorretto’ e tematiche che fino ad allora non trovavano spazio a Nashville come bevute e adulteri. Johnny Paycheck, David Allan Coe e Billy Joe Shaver furono, accanto ai già citati Waylon & Willie, le vere icone di questo genere.


ALTERNATIVE COUNTRY (AMERICANA)

Stile nato per porsi in alternativa alla country music proposta dalle major, ha dato grande spazio alle produzioni indipendenti e comunque meno ‘levigate’ negli arrangiamenti e nell’approccio. A volte assimilabile a suoni più vicini a certo rock, a volte più tradizionale, l’alternative country ha contribuito a rendere più appetibile questi suoni ad un pubblico essenzialmente non legato alla country music più classica.


COUNTRY ROCK

Il cosiddetto country rock ha vissuto i suoi anni d’oro nel decennio che va dalla metà degli anni sessanta alla metà dei settanta. L’incontro tra la country music (quella principalmente legata ad una visione più movimentata e chitarristica) e i fermenti rock dei sixties ha dato vita ad una generazione di grandi band come Flying Burrito Brothers e Byrds (grazie alla figura seminale di Gram Parsons), Nitty Gritty Dirt Band e poi Poco e Eagles. Spesso le melodie nostalgiche ed accorate della country music furono accostate ad una robusta sezione ritmica e ad un uso frequente di strumenti tipici come pedal steel guitar, banjo e violino.


NASHVILLE SOUND (COUNTRY POP)

Nashville e la sua industria discografica diedero un forte impulso commerciale per diffondere la country music al di fuori delle zone rurali e quindi ci fu la necessità di ‘adeguare’ il genere ad un pubblico non uso all’ascolto di suoni tradizionale. Il ‘Nashville sound’ o ‘country pop’ nacque con queste necessità togliendo ogni connotazione strumentale che potesse ricordare la tradizione, coniando un suono spesso orchestrale e comunque non distante dal mondo dell’easy listening. Il grande successo di questa formula durò per tutti gli anni sessanta e i settanta, proponendosi con regolarità, ciclicamente, ogni qualvolta il ritorno alle radici (con il Bakersfield sound, l’honky tonk o il ‘new country’) perse la propria verve e ispirazione. Patsy Cline, Ray Price, Porter Wagoner e Tammy Wynette possono considerarsi le icone di questo stile.


NEW COUNTRY

Il fenomeno ‘new country’ è nato a metà anni novanta grazie all’avvento di una generazione di musicisti che hanno ridefinito la country music con una robusta iniezione di suoni e melodie tradizionali, proponendole con produzioni contemporanee che hanno avuto il giusto ‘appeal’ tra chi ha sempre criticato l’eccessiva dose pop. Garth Brooks in primis ma anche personaggi diversissimi tra loro come Randy Travis, Steve Earle, Alan Jackson, Dwight Yoakam e Lyle Lovett, per citarne alcuni hanno saputo arricchire con influenze honky tonk, bluegrass, Bakersfield sound e tradizioni ‘etniche’ (cajun e tex mex) il mondo country riportandolo ad una dimensione più genuina e sincera.


OLD TIME MUSIC

Old Time Music è da considerarsi tutta la musica di estrazione anglo-scoto-irlandese che nel sud est degli Stati Uniti venne proposta fino agli anni quaranta del XX secolo. Fiddle e poi banjo (preso ‘in prestito’ dai contatti con gli schiavi di colore) sono gli strumenti più caratteristici, a cui via via si sono aggiunti chitarra acustica e contrabbasso.


WESTERN SWING

Una delle più particolari e vibranti commistioni è certamente il western swing, stile sviluppatosi negli anni trenta del ventesimo secolo che ebbe lunghi periodi di successo tra il Texas, l’Oklahoma e più tardi la California e un brillante revival dagli anni settanta in avanti. La country music e il jazz delle big bands, assieme alle tradizioni musicali mitteleuropee derivanti dalla presenza in quelle aree di immigrati tedeschi, queste sono le basi del western swing, fortemente apprezzato per il ballo e per un suono pieno e corposo in cui fiddle e anche fisarmonica venivano affiancati da robuste sezioni di fiati.


TEX MEX

Noto anche come ‘conjunto’ o musica ‘nortena’, il tex-mex è quello che si suona principalmente nelle zone di confine tra Stati Uniti e Messico, un genere in cui musica da ballo e ballate (‘corridos’) evocano un mondo rurale e contadino. La polka, il valzer e la mazurca, di evidenti origini europee, così come l’uso continuo della fisarmonica, danno una precisa connotazione ad un suono acustico in cui sezione ritmica e altri strumenti a corda (guitarron e bajo sexto) sono protagonisti. Gli accostamenti a rock, country e blues hanno contribuito a rendere questo genere più appetibile al pubblico occidentale.


— Convenzioni GO WEST





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